
Era difficile, se non impossibile, riuscire a superare la “stoltezza politica” di ciò che rimane dei 5 Stelle, ma Forza Italia e Lega ci sono riusciti.
Non c’è limite al piccolo calcolo politico di leader-ini che nella vituperata Prima Repubblica non avrebbero trovato posto neanche nei consigli di Istituto delle scuole.
C’è qualcuno nel nostro paese a cui interessa il bene del popolo? Che è disposto a sacrificare la logica del tornaconto per una un’azione politica che risponda ai bisogni, alla povertà, alle esigenze della vita vera, non quella dei reality televisivi o dell’apparenza e dell’immagine? C’è qualcuno nel nostro paese per il quale l’impegno politico non è sull’onda di sondaggi, ma nel continuo impegno di ascolto, contatto, lavoro, mediazione e decisione per la Res Pubblica?
E poi qualcuno si scandalizzerà della bassa percentuale al voto e della sempre più scarsa sensibilità degli elettori!
Invece di guardare e analizzare sondaggi, perché questi piccoli uomini della politica non vanno nei supermercati a fare la spesa o nelle code degli uffici postali, nelle periferie delle nostre città dove toccherebbero con mano la realtà di questa nostra Italia?
Quante emergenze (economica, sociale, educativa, Covid, guerra) dovremo ancora sopportare perché ci si renda conto che è il tempo della responsabilità?
Hanno voluto andare al voto, ebbene non gli darò la soddisfazione di protestare contro l’astensione. Andrò a votare e cercherò persone e programmi di candidati (spero di trovarne) che abbiano questa responsabilità e sensibilità per il bene comune.
Ognuno di noi comunque ha la sua “piccola” o “grande” responsabilità di costruzione, di rapporti e luoghi dove poter sperimentare una umanità, un’accoglienza, una socialità, un’educazione. In altri termini una passione per l’umano.
Post di Stefano Dondi