
Al neosindaco di Parma Michele Guerra vanno i migliori auguri di buono lavoro e credo proprio che ne abbia bisogno, viste le tante aspettative di una città che in questi anni ha voluto sperimentare soluzioni innovative da laboratorio politico, non sempre con successo.
Non lo conosco personalmente ma da oltre Taro mi arrivano riscontri positivi sulla persona, e non quelli interessati di qualche politico in cerca di accreditamento, ma da suoi studenti o compagni d’università. Le fonti sono importanti perché dimostrano il valore della persona al di là del ruolo,
È particolarmente significativo che sia una persona di valore a misurarsi con un carico di responsabilità notevole che ogni sindaco deve affrontare in quanto primo riferimento sul campo delle istituzioni in stretto rapporto con i cittadini. Lo sono poi in particolare in una città come Parma che ha sempre fatto sfoggio della sua diversità e autonomia come capitale di quel Ducato europeo ante litteram, diviso tra Francia, Spagna e Austria. Parma si è anche spesso baloccata in questa diversità mancando non pochi appuntamenti con l’innovazione. Michele Guerra è anche un giovane uomo di cultura e ha ben presente come la cultura non è un processo storico immobile ma muta al mutare e al trasformarsi delle abitudini, dei sentimenti e dei valori di chi abita e vive quotidianamente questa fetta di territorio. Si badi bene un territorio che non può essere stretto a cinta dall’Arco di San Lazzaro sino alla Crocetta, ma che si estende dai confini della Liguria sino alle Terre d’Ongina.
Una mossa vincente: la “pax pizzarottiana”
La “petite capitale” ha avuto negli anni questa particolarità: immaginarsi capitale europea e non riuscire nemmeno a essere capoluogo di provincia. Anche in questo qualche segno di speranza c’è. I due maggiori promotori della candidatura Guerra sono proprio il sindaco di Salsomaggiore e segretario provinciale del Pd Filippo Fritelli e il sindaco di Fidenza e presidente di una rinata Provincia Andrea Massari. La stessa parata di sindaci e amministratori della Provincia a sostegno di Guerra, in occasione del primo turno, fa ben sperare.
Si sa che le capitali soffrono sempre la concorrenza di chi tende a oscurarle e in questi decenni il conflitto Parma vs. Bologna è stato a tratti molto aspro. Gli ultimi anni sono stati contraddistinti dalla cosiddetta “pax pizzarottiana”, un patto di sangue firmato con il governatore emiliano-romagnolo Stefano Bonaccini. È proprio Bonaccini il primo fautore dell’accordo tra Pd e la “banda” Pizzarotti, che ha partorito la candidatura vincente di Michele Guerra. Una ritrovata sintonia tra Parma e la sua Regione non può che far bene a tutti visti anche i tristi risultati di anni di conflitto.
Alla fine se sono rose fioriranno, di fronte al nuovo sindaco ci sono temi decisivi per il futuro del nostro territorio in un momento epocale di passaggio storico. Quel quarantenne dalla faccia pulita apprezzato da tutti dovrà tirare fuori gli artigli oltre al suo sorriso che speriamo non perda troppo presto.

