




C’è un’immagine in particolare che mi ha molto colpito in questi giorni: il claudicante e anziano Papa Francesco che sale le scale dell’ambasciata russa presso la Santa Sede per andare a chiedere con forza la Pace. L’ambasciatore, da quanto riferiscono le cronache, rimase esterrefatto nel trovarselo di fronte. «Farò il possibile» sarebbe stata la sua imbarazzata risposta.
Per molti – dalle paludate gerarchie ecclesiastiche ai cosiddetti “uomini di mondo” – la pastorale dei gesti inaugurata da Papa Francesco è scandalosa. Fu Gesù stesso a essere considerato scandaloso agli occhi dei ben pensanti del suo tempo con incontri disdicevoli (Zaccheo, la Maddalena e la Samaritana sono solo alcuni tra i tanti). Bergoglio è gesuita e conosce sino in fondo la Parola letta, meditata e attualizzata nella Lectio Divina. Sa benissimo come da sempre il Vangelo sia scandalo e non una banale storiellina a lieto fine. È anche consapevole della potenza del Vangelo come strumento di speranza.
Salvare ciò che è perduto
La stessa speranza testimoniata dalle tante persone che hanno risposto all’appello di digiuno e preghiera del Papa, e che hanno attraversato in silenzio le vie del centro di Fidenza, mettendo da parte ogni differenza di pensiero e di credo. A questo appello si è unito anche il sindaco Andrea Massari con tutta l’amministrazione comunale a dimostrazione, come già nei periodi più bui della pandemia, della coesione che anima la comunità fidentina, rappresentata in modo concreto dai tanti che hanno sostenuto la raccolta di aiuti presso il “Mini Mix” di via Gramsci. Mai forse avremmo pensato che ci si potesse stringere il cuore vedendo preparare bancali.
Al di là delle opinioni e delle ricette politiche, ognuno di noi non si può esimere da questa ricerca di salvezza e i fidentini come molti altri lo hanno capito. Oggi proviamo sulla nostra pelle con la guerra nel cuore dell’Europa e il pericolo nucleare non più così astratto, quanto espresso da Papa Francesco nell’enciclica “Fratelli tutti”, citata dal Vicario Generale Don Gianemilio Pedroni al termine della camminata silenziosa del mercoledì del Ceneri: «Tali situazioni di violenza vanno moltiplicandosi dolorosamente in molte regioni del mondo, tanto da assumere le fattezze di quella che si potrebbe chiamare una “terza guerra mondiale a pezzi”».