Perché “La rosa bianca”

Il 22 febbraio del 1943 veniva giustiziata Sophie Scholl leader del movimento anti nazista “La Rosa Bianca”. Il movimento si ispirava ai valori cristiani ed era prevalentemente composto da giovani universitari protestanti, ortodossi e cattolici. Sul fronte francese e sul fronte russo avevano toccato con mano gli orrori del nazismo nei confronti degli ebrei e l’applicazione dell’eutanasia su disabili fisici e psichici sul modello eugenetico di Josef Mengele. La loro “resistenza passiva” al nazismo, che erano convinti da lì a poco sarebbe crollato, proponeva un modello alternativo: quello dell’Europa federale ispirata dal sacerdote italiano Romano Guardini. Il loro modello d’azione era quello della distribuzione pubblica di volantini che invitavano il popolo tedesco alla resistenza passiva.

La storia non si ripropone mai allo stesso modo e su questo sarebbe d’accordo anche Giovanbattista Vico. L’Italia e l’Europa non devono temere il ripetersi tale e quale degli orrori del nazismo o del fascismo. Ci sono però pericoli che sfidano le nostre comunità e per questo riteniamo che anche oggi, con nuovi strumenti e modalità, sia necessario mettere in campo a livello locale come globale una resistenza. Gli anni della pandemia ci lasciano la forte sensazione che il patto comunitario sia in crisi. La politica, come luogo del confronto e della decisione, è in agonia. Fare politica sembra diventata un provino per partecipare all’ultimo dei reality. Sono richiesti un bel aspetto e un ottimo social media manager, poco importa se non si ha nulla da dire. Pensiamo che i valori cristiani, come quelli del pensiero socialista, liberale, verde e ambientalista, abbiano ancora molto da dire alla nostra società e non possano essere banalizzati da un populismo che ha divorato come un tarlo anche le parte più sane della nostra società e della politica.

È per questo che con un gruppo di amici abbiamo pensato e voluto questo blog, che vuole essere un luogo di libera espressione e di confronto come lo “Speakers’ corner” di Hyde Park. È per questo che aspetto i vostri contributi che pubblicheremo con una regola sola: costruire il futuro contro quel populismo che vuole solo distruggere, anti camera di quelle ideologie del terrore contro le quali Sophie Scholl e i giovani amici della Rosa Bianca si sono battuti fino al coraggioso sacrificio della vita.

Una risposta a "Perché “La rosa bianca”"

  1. Avatar di stefano dondi stefano dondi 26 febbraio 2022 / 2:43 PM

    Ci vuole un luogo così! Parole come “comunità”, “corpi intermedi”, “gratuità”, “servizio” sono quasi sparite dal nostro vocabolario di vita reale. Sostituite dall’ istante emozionale o reattivo artatamente creato.

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